Roma, 02 febbraio 2010
Dott.ssa Daniela Girgenti Direttore responsabile de La Tecnica della Scuola Via Tripolitania, 12 95127 Catania
Preg.mo Sig. Direttore, mi duole constatare come anche “La Tecnica della scuola”, sulla scia di altre testate evidentemente schierate, sia riuscita a trasformare la notizia della legittima applicazione di una norma (corresponsione di arretrati ai docenti di religione che ne hanno diritto – informativa del MEF n° 166 del 28.12.09) in una polemica che riprende toni a dir poco scorretti (aumento di stipendio ai docenti di religione!). Mi permetta di precisare:
- I docenti di religione senza ricostruzione di carriera hanno – sin dal 1980 (legge 312/1980) beneficiato degli aumenti biennali nella misura del 2,50% sullo stipendio base.
- Dal 1° gennaio 2003 il CCNL scuola ha conglobato lo stipendio e l’indennità integrativa speciale (IIS) in un’unica voce stipendiale.
- Ne discende che, avendo unificato lo stipendio e l’IIS, è naturale che il 2,50% venga calcolato sulla nuova voce stipendiale (stipendio base + IIS).
- Il MEF, dopo attenta riflessione, ha riconosciuto legittima la richiesta di calcolare il 2,50% sulla nuova voce stipendiale.
- I docenti di religione NON di ruolo percepivano – anche prima di tale accoglimento – ogni biennio il 2,50% sulla retribuzione base, che si traduceva nella busta paga in 40,26 euro mensili per i docenti di scuola dell’infanzia e primaria, mentre per quelli di scuola secondaria superiore in 43,69 mensili.
- Il riconoscimento del calcolo del 2,50% sull’indennità integrativa speciale (IIS) si tradurrà in termini economici in 13,30 euro mensili per i docenti di scuola dell’infanzia e primaria, mentre per quelli di scuola secondaria superiore in 13,46 mensili.
Forse non si vorrebbero dare gli arretrati ai docenti di religione? Ma ogni lavoratore ha diritto ai propri emolumenti! Oppure per i soli docenti di religione è un diritto che può tranquillamente essere disatteso? Inoltre, abbiamo sempre sostenuto che anche per gli altri docenti precari della scuola italiana dovrebbe essere prevista, non solo l’attribuzione degli aumenti biennali, ma anche la ricostruzione di carriera. Noi siamo per estendere il beneficio a tutti i precari, non per toglierlo a qualcuno. “ Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia” (“Lettera ad una professoressa” (Don Milani)). E noi non siamo avari! Siamo, pertanto, soddisfatti della sentenza del Tribunale di Livorno che ha riconosciuto gli scatti di anzianità agli altri precari. A questo punto ci sembrerebbe opportuno che Codesta Testata Giornalistica pubblicasse una onesta rettifica delle notizie in precedenza pubblicate (“Siamo vicini alle elezioni regionali: aumenti di stipendio agli insegnanti di religione”); ciò nello spirito della corretta informazione e del giornalismo di servizio che da sempre Vi ha contraddistinti. Distinti saluti.
Il Segretario Nazionale Prof. Orazio Ruscica Snadir - Professione i.r. - martedì 2 febbraio 2010
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