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LETTERA APERTA A TUTTI I NOSTRI ISCRITTI IN MATERIA DI RSU

 
Così mi ha parlato il Signore:
«Va', metti una sentinella;
che essa annunci quanto vedrà!» (Is.21,6)
 
Mi permetto di partire da un brano biblico e con grande umiltà cercherò di rievocare tutto il cammino che lo Snadir ha percorso dalla sua fondazione fino ad oggi. Un cammino di speranze e di lotta instancabile, sempre a favore dei docenti di Religione Cattolica. Partiamo da un dato certo: tutti nello Snadir sono docenti di religione o lo sono stati e adesso insegnano altre discipline. Questo segna la nostra forte identità. Docenti che amano il proprio lavoro e, proprio per questo, non disposti a svenderlo per un piatto di lenticchie, consci dei loro doveri, ma anche dei loro diritti e della loro inalienabile dignità, che nessuno può mettere in dubbio o, peggio, oscurare. Una presenza che negli anni si è sempre più qualificata e che, quindi, non può più essere rilegata in un piccolo spazio all’interno della nostra scuola. La Repubblica Italiana riconosce, infatti, “che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano” e che  “continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado”. (Legge n. 121 del 25 marzo 1985, Art. 9.2)
 
Sono questi i principi che hanno da sempre guidato l’agire del nostro sindacato, ed è per questi che lo Snadir ha assunto, nel corso degli anni, la consapevolezza che coloro che se ne fanno portatori debbano essere tutelati.
I docenti di religione svolgono un ruolo educativo fondamentale, e devono essere messi in condizione di espletarlo non solo con passione e amore, ma anche, riteniamo, con quella sicurezza che viene dal rispetto della loro condizione di lavoratori, a partire dai loro diritti fondamentali.
 
È per questi diritti che lo Snadir  esce quotidianamente con la sua fionda e la solita fresca semplicità, per la difesa dell’intera categoria di docenti, battendosi instancabilmente e senza sosta al fine di portare avanti quelle istanze necessarie a rendere la vita di ogni docente di religione più serena e tranquilla, attraverso la stabilizzazione del rapporto di lavoro.
 
Certamente, la sola stabilizzazione non basta, occorrono un profondo impegno nella formazione e una spiccata capacità nel tessere rapporti all’interno delle scuole in cui ogni docente è inserito sia come individuo, che come professionista. Oggi, questa professionalità ci è ampiamente riconosciuta. Non sono pochi coloro che nelle proprie scuole hanno ruoli di rilevanza e di collaborazione attiva con i Dirigenti e con i colleghi di altre discipline. Questo dato non è un’impressione basata su un’onda emotiva dello scrivente, ma su un dato oggettivo: il successo che hanno avuto i candidati Snadir al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e alle elezioni RSU che hanno visto miglia di docenti, non solo IdR, ma anche di altre discipline, dare fiducia a quei docenti di religione presenti nelle liste.
 
Di questi risultati siamo fieri perché evidenziano ancora più marcatamente che lì dove c’è un docente di religione impegnato, c’è simpatia e fiducia da parte di molti colleghi. D’altronde non può che essere così, se pensiamo al fatto che un docente di religione di una scuola secondaria frequenta diciotto consigli di classe e, di fatto, è quello che più conosce l’ambito scolastico, vivendolo a tutto tondo.
 
In questo senso, siamo veramente come quelle sentinelle di cui parla il Profeta Isaia, il cui compito è quello di annunciare quanto si vede.  Questo ruolo di sentinelle ritengo sia importante per noi docenti di religione all’interno delle nostre scuole, anche da un punto di vista sindacale.
 
Come si legge in Lettera a una professoressa, scritto da don Lorenzo Milani e dagli alunni della scuola di Barbiana: “bisogna cercare il sapere solo per usarlo al servizio del prossimo”. E è a questo che si dedica lo Snadir fin dalla sua fondazione: a far sì che ogni conquista sia condivisa  e messa al servizio del prossimo.
 
Da questa certezza nasce anche l’impegno attivo nella Rappresentanza Unitaria Sindacale (RSU) che vede tanti colleghi di religione attivi nelle nostre scuole in qualità di Rappresentanti Sindacali. Nelle scorse elezioni delle RSU molti docenti di religione presentatesi nelle liste Gilda-Unams proposte dallo Snadir hanno ottenuto tantissimi voti, a dimostrazione di un palese riconoscimento professionale e culturale che essi rivestono. Di questo siamo fieri! Per questo siamo riconoscenti verso quei colleghi che hanno messo a disposizione la loro candidatura nelle liste RSU e che con impegno perseguono questo ruolo a favore di tutti i docenti, sia di religione che di altre discipline. È una visibilità concreta ed efficace che rende presente, palpabile, attiva la figura del docente di religione nella scuola italiana.
 
Dedicarsi al prossimo per sostenere e incoraggiare la dignità del lavoro, l’antiautoritarismo e gli organi collegiali nella scuola. Tutto questo, nel mondo della Scuola prende nome di RSU.
 
Generoso è stato l'impegno di tanti uomini e tante donne, che ad una progressiva esperienza contrattuale,  sono andati maturando e affiancato la non facile "arte" del sapersi rapportare con gli altri lavoratori. Questa arte di rapportarsi, pensiamo, sia propria dei docenti di religione e ne è la forza riconosciuta. Non pochi, difatti, rappresentano oggi una forza contrattuale nei rispettivi Istituti. La contrattazione sul posto di lavoro, infatti, rappresenta uno strumento fondamentale per garantire i diritti fondamentali e imprescindibili di lavoratrici e lavoratori, per assicurare la trasparenza nelle scelte e nell'assegnazione delle risorse.
 
Questa esperienza deve proseguire e nei giorni 17-18-19 aprile 2018 saremo tutti chiamati ad esprimere le nostre preferenze verso quelle persone che si candideranno nelle nostre liste.
 
A questo evento ci stiamo preparando sin da ora perché la posta in gioco è altissima in materia di rappresentatività sindacale.
 
Dal 23 novembre 1993, cioè dalla sua nascita, lo Snadir si è impegnato nella risoluzione dei piccoli e dei grandi problemi che affliggevano l’intera categoria dei docenti di religione e i successi ottenuti sono alla vista di tutti, come dimostra l’impegno profuso per l’indizione del primo e unico concorso per l’immissione in ruolo dei docenti di religione e , ora, di un nuovo concorso, al fine di assicurare agli insegnanti di religione una giusta procedura assunzionale.
 
Successivamente, la presenza al tavolo delle trattative con il Miur ci ha permesso di costruire anno dopo anno i contratti sulla mobilità nel rispetto dei diritti dei docenti di religione: ad esempio il punteggio per la continuità didattica sulla stessa sede di servizio, la precisazione - nel caso in cui un docente con più scuole dovesse perdere delle ore - riguardante la possibilità di richiederle a disposizione nell'istituto principale o in quello di completamento, la sequenza operativa riguardante l’utilizzazione dei docenti di religione a cui è stata revocata l’idoneità.
 
In questo ultimo anno abbiamo ottenuto una serie di successi importanti per i docenti di religione:
  • La precisazione della valutazione dell’Irc nella banda di oscillazione per l’attribuzione del credito scolastico,
  • Il divieto dell'utilizzo delle materie del potenziato nell'attività alternativa
  • La nota sull'inserimento dei contratti entro il 5 settembre
  • L’inserimento dei contratti N05 per coloro che hanno maturato il diritto alla ricostruzione di carriera – Faq 41
  • La RPD liquidata nei mesi di luglio e agosto
  • Il regime delle assenze e dei permessi uguale a quello di ruolo
  • Il personale in via di conseguimento del titolo potrà essere assunto in qualità di supplente fino al termine delle lezioni
Non abbiamo mai mollato, ne siamo fieri, ma in questa fase del cammino è giunto il momento in cui occorre e occorrerà sempre più avere una visibilità maggiore per raggiungere quei numeri sufficienti che ci possano garantire anche una forza contrattuale nutrita. Questa forza è data se, nelle future elezioni RSU, ognuno degli iscritti si candidasse in una nostra lista e se prendesse almeno un voto
 
Facciamo un esempio pratico: 9.000 docenti iscritti allo SNADIR si candidano nella lista Gilda-Unams, ognuno si dà il voto, sono 9.000 voti ottenuti che ci renderebbero fortissimi in rappresentanza  sindacale a livello Nazionale.
Naturalmente, per coloro che si candideranno e che accetteranno l’eventuale elezione a RSU abbiamo in programma dei corsi di formazione specifici, che lo SNADIR, assieme all FGU, attuerà su tutto il territorio Nazionale e a cui i docenti eletti potranno partecipare in qualità di Dirigenti Sindacali con dei permessi sindacali.
 
Sentiamoci, quindi, forze attive a favore di quel sindacato che ha preso a cuore tutte le problematiche, le lotte, le speranze di ogni singolo docente di religione, perché, come ci ricordava don Lorenzo Milani: “Il fine giusto è dedicarsi al prossimo”. Per fare questo, don Milani, invitava i suoi ragazzi, da grandi, a dedicarsi all’insegnamento, alla politica, al sindacato, all’apostolato. Come vedete, cari colleghi, don Milani profeticamente invitava ad uno sguardo sulla società per formare gli uomini e le donne del domani, contro ogni ripiegamento nell’individualismo che è solo egoismo.
 
Se lo Snadir non avesse avuto questa visione profetica in sé, questo sguardo attento ai bisogni e alle necessità di una categoria di lavoratori, molto probabilmente saremmo fermi ad una situazione ancora di precariato storico, senza nessuna prospettiva. Questo non è accaduto e chi in questi anni ci ha seguito con attenzione lo può confermare.
 
Caro collega, grazie di cuore per la tua disponibilità che sono certo darai per farci crescere sempre di più. A questo proposito e per raccogliere adesioni al nostro invito, è stato aperto un FORM dove potrai manifestare la tua disponibilità. Ogni docente verrà in seguito contattato dalle Segreterie Provinciali di riferimento.
 
Il Segretario Nazionale
Prof. Orazio Ruscica
 
 
Fgu/Snadir - Professione i.r. - 10 gennaio 2018, h.20.00