Ignora collegamenti di navigazione

Firmate le nuove indicazioni didattiche nazionali per l’insegnamento della religione cattolica nella scuola secondaria di secondo grado e la Nuova Intesa sui titoli di studio per l’insegnamento della religione nei diversi gradi scolastici

Nuove indicazioni per l’Irc nelle scuole secondarie di secondo grado.
Le Nuove Indicazioni Nazionali per l’insegnamento della religione cattolica nella scuola secondaria di secondo grado – firmate il 28 giugno 2012 – completano il quadro di riferimento per il predetto insegnamento in tutti i gradi scolastici delle scuola italiane e ripropongono quasi interamente le indicazioni già trasmesse il 3 agosto 2010; per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione, invece,  i Nuovi Traguardi Educativi sono stati approvati e trasmessi con il DPR 11 febbraio 2010.
L’insegnamento della religione è collocato a pieno titolo – come previsto dall’art. 9 comma 2 della legge 25 marzo1985, n° 121 – nel quadro delle finalità della scuola. Aspetti importanti presenti nel profilo generale sono la precisa volontà di “arricchire la formazione globale della persona”, di offrire “contenuti e strumenti che aiutano lo studente a decifrare il contesto storico, culturale e umano della società italiana ed europea, per una partecipazione attiva e responsabile  alla costruzione della convivenza umana, di promuovere “la conoscenza del dato storico e dottrinale su cui si fonda la religione cattolica, posto sempre in relazione con la realtà e le domande di senso che gli studenti si pongono, nel rispetto delle convinzioni e dell’appartenenza confessionale di ognuno.
Importante l’invito ad utilizzare strumenti didattici e comunicativi adeguati all’età degli studenti e il sottolineare di proporre agli stessi il confronto con la concezione cristiano-cattolica incentrato sulla nuova relazione tra Dio e l’uomo realizzata da Gesù Cristo.
Le Indicazioni puntano molto sullo sviluppo delle competenze; gli Obiettivi Specifici di Apprendimento sono declinati in conoscenze e abilità, riconducibili all’area antropologico-esistenziale, storico-fenomenologica, biblico-teologica, e sono strutturate secondo una scansione biennale (due bienni) più un quinto anno.
Infine sono presenti delle note esplicative per adattare l’insegnamento della religione cattolica ai diversi indirizzi: licei, istituti tecnici e istituti professionali.

La Nuova Intesa integra le precedenti. Novità riguardo ai titoli.
L’intesa sottoscritta ieri tra il Ministro Profumo e il Cardinale Bagnasco va ad integrare le precedenti intese sottoscritte nel 1985 (DPR 751/1985) e nel 1990 (DPR 202/1990).
La novità sostanziale riguarda i nuovi titoli previsti per l’insegnamento della religione nelle scuole di ogni ordine e grado. In sostanza – come abbiamo più volte precisato - i titoli previsti dalla vecchia Intesa  del 1985 rimangono validi: pertanto chi adesso insegna in qualità di incaricato annuale ed è in possesso dei titoli conseguiti con il vecchio ordinamento NON sarà obbligato a conseguire un nuovo titolo.
E’ del tutto evidente che i docenti di religione di ruolo non dovranno integrare o conseguire alcun titolo aggiuntivo per continuare a insegnare religione.
Coloro che invece insegnano oppure aspirano ad insegnare, ma non sono in possesso dei titoli previsiti dal Dpr 751/1985, dovranno – entro il 2017 - essere in possesso dei titoli accademici di baccalaureato, licenza o dottorato in teologia o in altre discipline ecclesiastiche (come era già stabilito in precedenza), oppure conseguire una laurea magistrale in scienze religiose (3+2) secondo il nuovo ordinamento.
Importante è la novità per gli insegnanti di posto comune di scuola dell’infanzia e primaria; costoro – se non in possesso del vecchio titolo di istituto magistrale -  dovranno conseguire un apposito master universitario di secondo livello in scienze religiose. Questo si pone nell’ottica di quanto abbiamo sempre dichiarato: alle insegnanti di posto comune bisogna offrire un solido percorso di formazione e aggiornamento.
Il nuovo titolo di Magistero -  conseguito quindi con la formula del 3+2 (laurea magistrale in scienze religiose) - non è ancora equivalente ad una laurea civile; è bene tenere presente che il suddetto titolo sarà comunque ritenuto dagli Istituti Teologici un titolo inferiore al Baccalaureato, alla Licenza e al Dottorato; per cui coloro che vorranno, dopo avere conseguito il nuovo Magistero, acquisire la licenza, dovranno integrare crediti ed esami. Ricordiamo che ai sensi del Dpr 175/1994 il baccalaureato e la licenza sono riconosciuti - a richiesta degli interessati - rispettivamente diploma di laurea e laurea.
Il testo integrale del documento sarà disponibile – già da lunedì o entro la prossima settimana – nel sito del Ministero.

Orazio Ruscica

Snadir - Professione i.r. - 29 giugno 2012